Logo AGCOM: Autorità Garanzie Comunicazioni. Antitrust indaga su Sephora, Benefit e LVMH.

L’Antitrust accende i riflettori su Sephora, Benefit e LVMH

Due istruttorie per possibili pratiche scorrette legate alla promozione di cosmetici “adulti” tra bambini e adolescenti. Nel mirino comunicazione, marketing e ruolo delle micro-influencer
Logo AGCOM: Autorità Garanzie Comunicazioni. Antitrust indaga su Sephora, Benefit e LVMH.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato due distinte istruttorie che coinvolgono Sephora Italia S.r.l., catena di profumerie del gruppo LVMH, Benefit Cosmetics LLC e LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l., accendendo un faro su un fenomeno in crescita nel mercato beauty: l’utilizzo precoce di cosmetici destinati a un pubblico adulto da parte di bambini e adolescenti.

Le aziende sono finite nel mirino dell’Autorità per una “strategia di marketing insidiosa” volta a promuovere prodotti cosmetici ai più giovani. Secondo quanto dichiarato dal Garante, le istruttorie si concentrano su possibili pratiche commerciali scorrette nella promozione di make-up e trattamenti skincare per adulti rivolti a bambini e adolescenti, favorendo dinamiche di acquisto compulsivo che riguarderebbero in particolare creme anti-età, maschere viso e sieri.

Informazioni carenti e rischio per i minori

Alla base dell’intervento dell’AGCM vi sono anche preoccupazioni legate alla presentazione potenzialmente ingannevole dei prodotti. L’Autorità segnala infatti possibili omissioni o comunicazioni non trasparenti, riscontrate sia online sia nei punti vendita, in merito a informazioni rilevanti per il consumatore. In particolare, sotto osservazione ci sono le avvertenze e le precauzioni d’uso su cosmetici non destinati o non testati su minori, con riferimento specifico alle linee Sephora Collection e Benefit Cosmetics.

Strategie di marketing sotto esame

Un elemento centrale delle indagini riguarda le leve promozionali adottate. Secondo l’Autorità, le società avrebbero coinvolto giovanissime micro-influencer per incoraggiare l’acquisto compulsivo di cosmetici, rivolgendosi a un pubblico particolarmente vulnerabile. Questo tipo di comunicazione, veicolata attraverso linguaggi e canali vicini ai minori, viene considerata particolarmente delicata per l’impatto che può avere sui comportamenti di consumo.

Ispezioni e prossimi sviluppi

Il procedimento ha già registrato un primo passaggio operativo significativo: lo scorso 26 marzo i funzionari dell’Autorità hanno effettuato ispezioni presso le sedi di Sephora Italia S.r.l., LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l. e LVMH Italia S.p.A., con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Le istruttorie sono ora nella fase iniziale e dovranno accertare l’eventuale sussistenza delle pratiche contestate, nonché il loro impatto sul mercato e sui consumatori più giovani. In una nota, le società coinvolte hanno sottolineato la propria “volontà di collaborare pienamente con le autorità”, ribadendo il “rigoroso rispetto delle normative italiane vigenti”.

© Riproduzione riservata