Intercos Group: frenata nel trimestre, confermata la guidance 2026

Intercos Group: frenata nel trimestre, confermata la guidance 2026

Il gruppo chiude il primo trimestre con ricavi in calo. Tiene la redditività, mentre la raccolta ordini rafforza le attese di recupero nei prossimi trimestri
Intercos Group: frenata nel trimestre, confermata la guidance 2026

Intercos apre il 2026 con un primo trimestre in contrazione, ma conferma la fiducia sull’andamento dell’intero esercizio grazie a una raccolta ordini che continua a mostrare segnali di forza. Il Consiglio di amministrazione del gruppo ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2026, che evidenziano ricavi netti pari a 227,5 milioni di euro.

Il dato segna una flessione del 9,3% a cambi correnti e del 6,3% a tassi costanti rispetto allo stesso periodo del 2025, ma il rallentamento era già stato anticipato dall’azienda. A pesare sono stati diversi fattori: un confronto con un primo trimestre 2025 particolarmente brillante, cresciuto del 13% sul 2024, un contesto valutario sfavorevole e il fatto che il forte incremento degli ordini registrato nella parte finale dello scorso anno non abbia ancora avuto pieno riflesso sui ricavi del periodo.

Semerari: “La crescita sarà visibile dal secondo trimestre”

A spiegare le dinamiche del trimestre è Renato Semerari, CEO di Intercos: “Come già anticipato in occasione della pubblicazione dei risultati del 2025, il 2026, ancorché atteso in crescita per il nostro Gruppo, ha registrato un primo trimestre in contrazione. Se infatti da un lato la base di confronto risultava essere molto sfidante (+13% nel primo trimestre 2025 sul 2024), dall’altro la dinamica degli impatti cambi sfavorevoli risulta penalizzante soprattutto nella prima parte dell’anno”.

Il manager sottolinea anche come il record di ordini acquisiti negli ultimi mesi del 2025 inizierà a tradursi in crescita del fatturato solo nei trimestri successivi: “Il primo trimestre ha subito alcuni allungamenti di lead time richiesti dai nostri clienti a causa delle incertezze che hanno contraddistinto il 2025, sia in termini di andamento dei consumi che in termini di costi legati alle politiche tariffarie”.

Soffrono skincare e Hair&Body

Guardando ai business, il make-up si conferma il pilastro del gruppo, con ricavi per 149,4 milioni di euro e un peso superiore al 65% sul totale del fatturato, pur registrando un calo del 5,2% rispetto al primo trimestre 2025. La divisione sconta soprattutto una base comparativa molto elevata, dopo la forte crescita dello scorso anno, ma mostra segnali incoraggianti nel segmento prestige, mentre resta più debole il mass market.

Più marcata la flessione dello skincare, che chiude a 29,4 milioni di euro (-16,8%). In questo caso il quadro resta differenziato: da una parte continua la crescita dei brand asiatici, dall’altra il mercato occidentale degli emerging brands non mostra ancora segnali concreti di recupero, proseguendo la debolezza emersa nella seconda metà del 2025.

L’Hair&Body registra il calo più consistente in valore assoluto, con ricavi in discesa a 48,7 milioni di euro (-15,9%). Il confronto sconta soprattutto l’effetto delle fragranze, che nel primo trimestre dello scorso anno beneficiavano ancora della coda di importanti lanci di prodotto. Il gruppo, tuttavia, continua a puntare sull’innovazione nel segmento, come dimostra anche il riconoscimento ottenuto al Cosmoprof 2026 per la miglior formulazione Hair Care.

Geografie penalizzate dai cambi

Sul fronte geografico, tutte le aree risultano in flessione. L’EMEA si attesta a 117,5 milioni di euro (-8,5%), con una dinamica condizionata soprattutto da skincare e Hair&Body, mentre il make-up mantiene un andamento positivo. Le Americhe chiudono a 64,9 milioni di euro (-8,8%), con una performance fortemente influenzata dall’effetto cambi e da una debolezza concentrata principalmente nello skincare. Anche l’Asia rallenta, con ricavi pari a 45,1 milioni di euro (-11,9%), dopo un primo trimestre 2025 che aveva invece segnato una crescita del 18%. In questo caso, oltre metà della contrazione è attribuibile all’impatto valutario.

Debole il canale retailers

Per tipologia di clientela, il rallentamento colpisce soprattutto le multinazionali, che generano 112,9 milioni di euro di ricavi, in calo del 13,1% rispetto a un confronto che nel 2025 era stato particolarmente favorevole. Più resiliente il segmento degli emerging brands, che si mantiene sostanzialmente stabile a 102,7 milioni di euro (-2,3%), con primi segnali di ripresa dei marchi americani e un’accelerazione attesa nella seconda parte dell’anno. Più debole invece il canale retailers, che scende a 11,8 milioni di euro (-24,6%), penalizzato soprattutto dall’andamento dei mercati occidentali.

Redditività sotto controllo

L’EBITDA rettificato si attesta a 25 milioni di euro, in calo del 14% rispetto ai 29,3 milioni del primo trimestre 2025, con un’incidenza sulle vendite nette pari all’11%, contro l’11,7% dello scorso anno. Una dinamica che riflette principalmente il temporaneo minor assorbimento dei costi fissi legato alla contrazione dei volumi, ma che, secondo il management, resta su livelli soddisfacenti grazie al mix di clientela servita.

Sul fronte finanziario, la posizione finanziaria netta raggiunge 119,7 milioni di euro, o 81,7 milioni escludendo l’impatto IFRS16, in miglioramento di 7,2 milioni rispetto a marzo 2025, nonostante il buyback e la distribuzione di dividendi. La leva finanziaria scende a 0,79x, rispetto allo 0,84x dell’anno precedente.

Guidance confermata, crescita tra il 5% e il 6%

Il gruppo mantiene una visione costruttiva sul mercato beauty globale, atteso in crescita tra il 4% e il 5% nel 2026, sostenuto da segnali di ripresa in Cina, dalla tenuta dell’Europa e da un graduale miglioramento degli Stati Uniti. Intercos conferma quindi la guidance già comunicata, con una crescita delle vendite nette prevista tra il 5% e il 6% sull’intero esercizio. “L’innovazione continua a essere centrale nel nostro modello di business e garantisce la posizione unica del nostro Gruppo come partner fondamentale per i brand globali del Beauty”. Un segnale ulteriore arriva anche dal Cosmoprof, dove Intercos ha tenuto oltre 300 incontri con clienti internazionali. “L’interesse e la partecipazione dei brand di tutto il mondo nei confronti dei nuovi prodotti e delle nuove tecnologie presentate dal nostro Gruppo è stata notevole”, conclude il CEO.

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