Non nascerà il colosso della cosmetica e della profumeria di lusso da circa 40 miliardi di dollari che avrebbe unito Puig e The Estée Lauder Companies. Le trattative tra i due gruppi si sono concluse senza un accordo, mettendo fine a mesi di negoziati che, se andati in porto, avrebbero ridisegnato gli equilibri del beauty premium internazionale. Le discussioni tra le due aziende erano state confermate lo scorso 23 marzo, quando entrambe avevano precisato che non vi fosse alcuna certezza sull’esito positivo dell’operazione. Ora è arrivata la chiusura definitiva del dossier.
L’eventuale fusione avrebbe riunito sotto lo stesso perimetro marchi come Tom Ford, Clinique e Mac insieme a brand come Carolina Herrera e Charlotte Tilbury, creando una piattaforma con una forte esposizione nei segmenti fragranze, skincare e make-up di fascia alta.
I nodi che hanno fatto fallire l’intesa
Secondo le ricostruzioni emerse, il negoziato si sarebbe arenato su una combinazione di fattori industriali, finanziari e di governance. Tra i dossier più delicati figuravano gli equilibri tra le famiglie fondatrici, entrambe intenzionate a mantenere un ruolo rilevante nella governance della nuova entità.
Un altro nodo critico avrebbe riguardato alcuni asset strategici del gruppo spagnolo, in particolare Charlotte Tilbury e Isdin, due tra i principali motori di redditività di Puig, ma caratterizzati da strutture proprietarie non integralmente controllate dal gruppo. In particolare, le richieste relative alla partecipazione di minoranza di Charlotte Tilbury, fondatrice dell’omonimo marchio beauty controllato a maggioranza da Puig, sarebbero emerse come l’ostacolo più recente e decisivo.
Le strategie restano autonome
Nel comunicato diffuso dopo l’interruzione dei colloqui, Jose Manuel Albesa, ceo di Puig, ha ribadito che la decisione “non modifica la roadmap strategica” del gruppo spagnolo, che continuerà a perseguire crescita profittevole e acquisizioni selettive. Anche Stéphane de La Faverie, presidente e amministratore delegato di The Estée Lauder Companies, ha confermato la continuità strategica del gruppo, mantenendo il focus sul piano Beauty Reimagined e sul rafforzamento dell’organizzazione globale.