Francesco Mutti, Presidente di Centromarca, parla durante un evento istituzionale davanti a uno sfondo rosso aziendale.

Mutti (Centromarca): “Servono poche regole e una visione industriale di lungo periodo”

Nel corso dell’Assemblea 2026, il Presidente dell’Associazione si rivolge a istituzioni europee e nazionali, sollecitando un ecosistema legislativo che aiuti a individuare criticità e colpire illegalità e pratiche di concorrenza sleale
Francesco Mutti, Presidente di Centromarca, parla durante un evento istituzionale davanti a uno sfondo rosso aziendale.

Il prezzo del petrolio è passato da 80 dollari al barile (media 2024) a circa 95 dollari al barile a giugno 2026, con un aumento del 18%. Il costo dell’energia elettrica in Italia resta superiore del 226% rispetto ai livelli del 2020 e i noli marittimi per container hanno registrato un incremento del 18% nell’ultimo mese.

Le imprese del Largo consumo devono muoversi in un contesto complesso, caratterizzato da crescita debole, tensioni geopolitiche e pressioni sui costi. Le più recenti analisi confermano, infatti, la fragilità dello scenario economico. Per il 2026 il PIL italiano è atteso crescere soltanto dello 0,4%, al di sotto delle stime formulate prima dell’acuirsi delle tensioni internazionali, mentre l’inflazione dovrebbe attestarsi al 2,9%. A pesare sono soprattutto il rallentamento della domanda interna e degli investimenti: i consumi delle famiglie sono previsti in crescita del +0,5%, contro il +1,1% dell’anno precedente; gli investimenti rallentano dal 3,8% all’1,7%; le esportazioni passano da una crescita del +1,4% a una sostanziale stagnazione, con una variazione negativa del -0,1%. E anche le prospettive per il 2027 restano contenute, con una crescita del PIL stimata al +0,5%.

In questo scenario, è dunque urgente e necessario che l’Italia si doti di una strategia industriale di lungo periodo, capace di sostenere competitività, investimenti e potere d’acquisto delle famiglie.

E da qui l’appello lanciato da Francesco Mutti, presidente di Centromarca, all’apertura dei lavori della Assemblea 2026 dell’associazione (qui il link per vedere l’evento): “Non chiediamo un moltiplicarsi di vincoli, ma un quadro normativo con poche norme chiaramente interpretabili. Abbiamo bisogno di un ecosistema legislativo che aiuti a individuare tempestivamente le criticità e a colpire severamente le illegalità e le pratiche di concorrenza sleale. Dalle istituzioni europee e nazionali auspichiamo politiche industriali coordinate che guardino al medio e lungo periodo”.

Momento di riflessione

L’assemblea, coordinata da Daniele Manca, Vicedirettore Corriere della Sera, è stata poi l’occasione per accendere i riflettori su diversi momenti di approfondimento. L’Ambasciatore Giampiero Massolo ha proposto un focus sullo scenario geopolitico. Paola Severino, Presidente Luiss School of Law, ha evidenziato attualità e rilevanza del rispetto delle regole nei rapporti economici, sociali e internazionali.

La parola è quindi passata alle imprese nella cornice di una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Alberto Dalmasso, Co-founder e CEO di Satispay, Giuseppe Lavazza, Presidente di Lavazza, Antonio Marcegaglia, Presidente del Gruppo Marcegaglia, e Giacomo Ponti, Presidente di Ponti e di Federvini.

A conclusione dei lavori, Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo Commissione europea per la coesione e le riforme, ha ribadito l’impegno dell’Europa nella creazione delle migliori condizioni competitive per le imprese e il benessere dei sistemi Paese.

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