In etichetta compaiono come estratti di mela, mirtillo o nocciola, ma la loro storia comincia da lontano: in uno stabilimento alimentare. Vortex, startup italiana nata nel 2021, ha ideato un processo tecnologico per recuperare i sottoprodotti delle filiere agroalimentari e trasformarli in materie prime per creme, sieri e trattamenti cosmetici. Portando così sostenibilità ed economia circolare al centro di beauty e personal care.
Nuova vita agli scarti agroalimentari
Vortex, società benefit nata in Piemonte dall’incontro tra Simone Piccolo e l’imprenditore agricolo Lorenzo Picco, si fonda su un’idea precisa: trasformare i sottoprodotti dell’industria del food in ingredienti ad alto valore aggiunto per cosmesi e nutraceutica (e, da qualche tempo, anche per food e pet food). Al centro del modello c’è una tecnologia proprietaria che prevede l’essiccazione trifasica – microonde, aria calda e sottovuoto – di bucce, residui di frutta e altri scarti vegetali della lavorazione industriale, preservando fibre, pigmenti, antiossidanti e altre sostanze utili.
Il risultato sono estratti, acque attive e composti biofermentati che consentono di rendere davvero ‘upcycled’ le formule di personal care: sviluppate a partire da materie prime recuperate e non vergini, e con una tracciabilità chiara della filiera agroalimentare di origine.
Naste Beauty, cosmesi ‘circolare’
“Siamo nati con un brand proprietario che si chiama Naste Beauty, uno dei primi marchi di cosmesi sul mercato realizzato totalmente in economia circolare”, spiega Simone Piccolo, Founder e Ceo di Vortex. Naste Beauty utilizza materie prime ricavate dalla lavorazione di mela e mirtillo (come buccia e polpa, che derivano per esempio dalla produzione di succhi) e nocciola (che deriva per esempio dalla spremitura per l’olio di nocciola). La gamma comprende skincare viso (creme, maschere, sieri, contorno occhi), una linea capelli e referenze labbra e corpo. I prodotti sono sviluppati in collaborazione con Reynaldi, storica azienda torinese con più di 40 anni di esperienza (la prima in Italia a ottenere lo status di Società Benefit nel settore cosmetico), che supporta Vortex anche nello sviluppo di altri ingredienti naturali. Oggi Naste Beauty è presente in circa cento punti vendita in Italia, tra cui OVS, NaturaSì e Modus Profumerie.
Dall’upcycling agli ingredienti B2B
Se il B2C resta importante, ma il futuro è sempre più B2B. “La nostra forza è nella ricerca e sviluppo di nuovi ingredienti. Per questo oggi ci stiamo focalizzando sul mercato B2B”, spiega Piccolo. “Abbiamo già realizzato un estratto al pomodoro partendo dalle bucce e stiamo lavorando a estratti biofermentati di mela, pesca e riso nero, con nuove funzionalità. L’obiettivo è offrire alle aziende ingredienti upcycled pronti all’uso, oltre che progetti di co-sviluppo dedicati”. In questa direzione va la partnership con Roelmi HPC, player internazionale attivo nel settore cosmetico e nutraceutico, entrato da poco nella compagine di Vortex come alleato strategico per lo sviluppo sui mercati.
Un modello scalabile
Per Vortex il cuore del progetto è la scalabilità. Gli stessi ingredienti ottenuti da sottoprodotti del food possono alimentare, oltre alla linea proprietaria, anche formule sviluppate con altri brand. Il modello è pensato per essere replicato su più filiere e più formulazioni, presidiando il trend ‘upcycling beauty’ con proposte credibili, sviluppate da laboratori esperti e basate su filiere tracciate.