I blocchi logistici nel Mezzogiorno stanno già avendo conseguenze sulla produzione alimentare. Diverse aziende sono state costrette a rallentare o sospendere le attività a causa delle difficoltà nel reperimento delle materie prime, mentre cresce la preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla disponibilità dei prodotti sul mercato.
Le difficoltà di approvvigionamento stanno mostrando quanto l’attività delle imprese alimentari sia legata al funzionamento dell’intera filiera. Se i blocchi dovessero proseguire, le conseguenze potrebbero estendersi anche ad altri settori produttivi, coinvolgendo l’intero sistema del Largo Consumo.
L’appello di Centromarca e IBC al Governo
A richiamare l’attenzione sulle conseguenze dei blocchi è Vittorio Cino, Direttore Generale di Centromarca e IBC, che sottolinea la necessità di conciliare le ragioni delle proteste con la tutela delle attività produttive.
«Pur comprendendo le ragioni alla base delle proteste, a partire dai rincari dei costi energetici e del carburante, il protrarsi dei blocchi alla circolazione delle merci rischia di compromettere la tenuta dell’intera filiera, con ripercussioni sulle imprese, sull’occupazione e sulla disponibilità dei prodotti sul mercato», dichiara Cino.
Le due associazioni chiedono quindi un intervento del Governo per trovare una soluzione alla situazione di stallo, sottolineando la necessità di tutelare le imprese e garantire il rispetto della legalità lungo la filiera.
«Rivolgiamo pertanto un appello al Governo affinché intervenga con urgenza, favorendo la ripresa della regolare circolazione delle merci e mantenendo aperta la via del dialogo con le parti coinvolte. Invitiamo, inoltre, a vigilare sul pieno rispetto della legalità lungo l’intera catena di approvvigionamento. È fondamentale individuare soluzioni concrete che consentano di affrontare le criticità del comparto, tutelando al contempo la continuità produttiva delle imprese e la piena operatività della filiera agroalimentare».