Il produttore brasiliano di cosmetici Natura ha annunciato di aver finalizzato la cessione del controllo di Avon International alla società statunitense Regent LP, portando a termine un’operazione annunciata lo scorso settembre. La chiusura è avvenuta il 31 dicembre, come precisato dalla società in una nota ufficiale.
L’intesa prevede un corrispettivo simbolico: al momento del closing, Natura ha ricevuto una sterlina per la vendita di Avon International. L’operazione non include le attività di Avon in Russia.
Marchio Avon resta a Natura in America Latina
Pur cedendo il controllo internazionale, Natura mantiene una presenza strategica nella regione latinoamericana. “Il marchio Avon in America Latina, compresi i diritti economici e la proprietà intellettuale, resta a Natura”, ha spiegato la società nel comunicato, chiarendo che nell’area il marchio e le attività di Avon diventano una priorità strategica per il gruppo.
Linea di credito da 25 milioni di dollari
Nella stessa nota, Natura ha ribadito l’impegno a garantire ad Avon International una linea di credito da 25 milioni di dollari, utilizzabile fino a dicembre 2026 e con scadenza quinquennale. Una misura pensata per sostenere la continuità operativa della società ceduta nella fase post-vendita.
Focus sul core business regionale
Secondo Natura, l’operazione rappresenta un passaggio chiave nel percorso di riorganizzazione del gruppo.
“La chiusura della vendita di Avon International rappresenta un passaggio rilevante nello sforzo di Natura di ottimizzare le sue operazioni e dare continuità alla strategia di concentrare il proprio business principale in America Latina”, ha aggiunto il comunicato.
I dati dell’ultimo bilancio trimestrale confermano il peso dell’area: Brasile, Argentina e Messico generano complessivamente l’85% del fatturato del gruppo.
Perdite in calo, ma pesa il contesto macroeconomico
Tra gennaio e settembre 2025, Natura ha registrato perdite per 1.881 milioni di reais (circa 355,5 milioni di dollari o 307,5 milioni di euro), in diminuzione del 77,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il risultato, secondo la società, è stato influenzato dal “rallentamento del mercato della bellezza in Brasile” a partire da giugno 2025 e da “un picco di instabilità operativa in Argentina”, fattori che nel complesso hanno finito per “offuscare la ripresa dei risultati in Messico”.