Douglas ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio 2025/26 con risultati complessivamente positivi, registrando vendite in crescita dell’1,7% a 1,67 miliardi di euro. L’Ebitda rettificato si è attestato a 333,7 milioni, con un margine del 19,9%, mentre l’utile netto ha raggiunto i 144,8 milioni.
La crescita arriva in un periodo caratterizzato da elevata volatilità e da una marcata sensibilità ai prezzi da parte dei consumatori. Dinamiche che, secondo il Gruppo, hanno spinto molti clienti a concentrarsi sulle promozioni, esercitando una pressione significativa sui margini.
Consumatori più prudenti
La fiducia dei consumatori europei è rimasta fragile nell’ultimo anno, creando un contesto complesso per gli operatori della bellezza di alta gamma. Nei principali mercati dell’Europa occidentale, come Germania e Francia, gli acquirenti si mostrano più cauti e attenti alla spesa, con effetti sulla domanda. “Con i consumatori che in questa fase riflettono due volte prima di spendere, la concorrenza si è fatta più dura e le promozioni sui prezzi sono diventate più importanti per tutti gli operatori del settore”, ha dichiarato Sander van der Laan, Ceo di Douglas. Il mercato premium continua a espandersi, ma a un ritmo più lento, mentre le condizioni macroeconomiche e geopolitiche contribuiscono a mantenere elevata l’incertezza.
Il digitale sostiene la crescita
Entrambi i canali hanno contribuito alla performance, ma l’e-commerce ha mostrato un andamento più dinamico. Le vendite online, che rappresentano circa un terzo del fatturato, sono aumentate del 4,2%, grazie a un valore medio del carrello più elevato e a un numero maggiore di ordini. Un ruolo importante è stato giocato anche dai servizi cross-channel, in forte crescita, che hanno rafforzato l’integrazione tra negozi fisici e digitale. La domanda ha raggiunto livelli particolarmente elevati durante il Black Friday, quando il gruppo ha registrato circa 358mila ordini complessivi e picchi di 25mila ordini all’ora, con un traffico web oltre tre volte superiore alla media di un venerdì.
Segnali di recupero nei mercati principali
Dopo diversi trimestri difficili, i mercati core dell’Europa occidentale hanno iniziato a mostrare segnali di stabilizzazione. Le vendite nei Paesi principali — Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio — sono cresciute dello 0,6%, mentre la Francia ha registrato un incremento dell’1,2%. La performance più brillante arriva però dall’Europa centrale e orientale, dove i ricavi sono aumentati del 7,3%, sostenuti da un clima di fiducia dei consumatori più favorevole. L’area continua a rappresentare una rilevante opportunità di espansione per il gruppo.
Margini sotto pressione, costi sotto controllo
Il contesto competitivo ha inciso sulla redditività. Il margine lordo è diminuito di circa 120 punti base, penalizzato dall’impatto delle politiche di prezzo, dall’intensificarsi delle promozioni e dal mix di prodotto. Anche l’espansione della rete commerciale ha temporaneamente diluito la marginalità.
La società continua a investire nello sviluppo del proprio ecosistema omnicanale. Nel trimestre sono stati aperti 13 nuovi negozi netti e ristrutturati 22 punti vendita, portando il totale a 1.972 store. Prosegue inoltre l’espansione del business retail media, oggi attivo in nove Paesi e in crescita a doppia cifra sia in termini di vendite sia di redditività.
Guidance confermata per l’esercizio
Douglas ha mantenuto invariata la guidance per il 2025/26, prevedendo vendite comprese tra 4,65 e 4,80 miliardi di euro e un margine Ebitda intorno al 16,5%, con una leva finanziaria attesa tra 2,5x e 3,0x. Il gruppo ribadisce l’intenzione di continuare a investire nel rafforzamento della propria proposta, puntando sull’integrazione tra online e offline, sull’esclusività dell’assortimento e sullo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica per sostenere la crescita futura.