Le stime preliminari dell’Istat per il mese di aprile 2026 indicano una ripresa dell’inflazione, con l’indice generale che si attesta al +2,8% su base annua e il carrello della spesa in crescita al +2,5%. Questo andamento conferma un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti. A spingere la crescita sono i beni energetici, colpiti dalla crisi in Medio Oriente, e l’accelerazione degli alimentari non lavorati.
L’impatto sui costi operativi del retail
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha generato un rincaro di energia, carburanti e fertilizzanti, con ripercussioni dirette su tutta la filiera. Le imprese della distribuzione moderna, essendo intrinsecamente energivore a causa dei trasporti, della gestione della catena del freddo e della climatizzazione dei negozi, stanno affrontando un notevole aumento dei costi operativi.
Richiesta di interventi e assunzione di responsabilità
Il settore si impegna ad assorbire queste pressioni per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il Presidente Carlo Alberto Buttarelli ha evidenziato che, in mancanza di interventi adeguati, le imprese non potranno sostenere da sole gli aumenti. È fondamentale l’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori della filiera per evitare di trasferire costi ingiustificati sui consumatori, unita a misure tempestive a livello nazionale ed europeo per riequilibrare i costi in un mercato penalizzato da una domanda interna debole.